Fedele nasce professionalmente come pasticcere, lavorando nei laboratori di pasticceria di Milano per poi approdare al mondo della ristorazione, dove si specializza nella pasticceria da ristorante e negli eventi. La sua passione, però, affonda le radici molto più lontano: figlio di uno chef, fin da bambino trascorre il tempo libero ai fornelli insieme al padre, scoprendo il valore della cucina attraverso il gioco, la condivisione e il piacere di preparare dolci. Da sempre appassionato di cioccolato, coltiva ancora oggi un particolare interesse per il bean to bar e per le tavolette monorigine da degustazione.
Il suo percorso professionale si arricchisce quando, quasi per caso, inizia ad affiancare il lavoro in cucina a quello di pasticceria. Grazie alle competenze apprese fin dall'infanzia e a una naturale curiosità, scopre una nuova dimensione della gastronomia che lo porta a sperimentare linguaggi e tecniche differenti. L'incontro con una collega appassionata di cucina vegetale segna una svolta decisiva: attraverso un corso professionale nasce il suo interesse per il mondo della fermentazione, una passione che affonda le sue radici nell'amore, già coltivato in precedenza, per il lievito madre e che trova nel kombucha e nel kefir d'acqua i primi terreni di sperimentazione.
Da circa cinque anni collabora con Lorenzo Castellini nella ricerca di ortaggi e materie prime provenienti da aziende agricole biologiche attente alla biodiversità e ai metodi di coltivazione sostenibili. Il suo lavoro è guidato dal rispetto dei processi naturali: ogni fermentazione viene realizzata senza pastorizzazione, per preservare la vitalità dei microrganismi e mantenere intatte le proprietà funzionali degli alimenti.
La sua filosofia mette al centro il legame tra cibo e benessere. Convinto che la fermentazione rappresenti un prezioso patrimonio da riscoprire, Fedele promuove un'alimentazione consapevole capace di valorizzare i benefici dei fermentati per il microbiota intestinale, il sistema immunitario e l'asse intestino-cervello. Per lui, queste antiche tecniche di conservazione non appartengono soltanto al passato, ma rappresentano una delle strade più interessanti verso il cibo del futuro.